Mongioia: essere Moscato

Il galateo a tavola con Mongioia

come si apparecchia la tavola

Il galateo (definito spesso anche bon-ton), è l’insieme di norme di comportamento associate con la buona educazione e non passa mai di moda. Da più di seicento anni uno dei suoi maggiori campi di applicazione è la tavola. Addentrarsi nelle regole del galateo è un modo affascinante per riscoprire la cucina e anche per stupire gli ospiti, non solo con dei piatti gustosi e dei vini Mongioia pregiati, ma anche con una tavola imbandita a regola d’arte.

Ecco le regole alla base del galateo della tavola.

  1. Posizione di piatti e bicchieri. Può sembrare facile e scontata, invece pochi la indovinano: le posate vanno ai lati del piatto, alla destra vanno i coltelli con la lama rivolta verso l’interno e per ultimo all’esterno il cucchiaio. Alla sinistra le forchette in ordine di utilizzo, dall’esterno all’interno. I bicchieri vanno posizionati sulla metà a destra del piatto alto. Quello del vino deve stare sopra la punta del coltello e quello dell’acqua verso il centro. All’altezza dei bicchieri, ma a sinistra, va posizionato il piattino per il pane. Questo va a destra solo se è presente anche il piattino per il burro.
  2. Il tovagliolo va utilizzato ogni volta che si decide di bere un sorso di acqua o di vino.
  3. Posate. Spesso si appoggiano al piatto. In realtà, per il galateo è un grave errore. Durante le pause le posate vanno messe nel piatto rivolte verso il basso; sughi o oli possono colare sulla tovaglia e sporcare i manici delle posate. Finito il pasto sono rivolte verso l’alto, parallele.
  4. Pane. Come sappiamo chiaramente ha origini antichissime, era già impastato dell’homo erectus. Ripercorrere la sua storia sarebbe troppo lungo e contorto, anche per il suo valore simbolico e religioso. Il galateo riguardo al pane non è sempre chiaro ed è facile cadere in errore; spesso nelle cene formali si è guardati male quando se ne mangia troppo, inoltre, insieme ad alcuni frutti, è l’unico alimento che può essere mangiato con le mani. In ogni caso, bisogna ricordarsi che il pane non viene mai tagliato con il coltello; il coltello posto spesso accanto al piattino del pane non è fatto per tagliarlo a fette, ma secondo il galateo della tavola è destinato al burro. Anche se oggi si usa sempre meno, il piattino del pane esiste e può rappresentare un elemento che va ad impreziosire la vostra tavola, soprattutto se magari fa parte di un vecchio servizio di famiglia. Il piattino va messo alla sinistra del piatto sopra le posate; è possibile anche utilizzare dei semplici cestini, ma in questo caso il consiglio è di prevederne almeno uno per quattro persone. Il pane va tolto prima del dolce, non va mai intinto nel vino o nel caffè e soprattutto non va mai richiesto. Se siete particolarmente golosi e il pane sparisce in fretta dalla tavola, se volete rispettare il galateo non chiedetelo alla padrona di casa, ma abbiate fiducia che sia lei a portarvelo. Se il ricevimento si tiene a casa vostra, fate sempre attenzione che il pane sia presente in tavola e nelle quantità adatte a soddisfare tutti gli invitati. Non dimenticate che non è per nulla elegante fare storie a tavola: è buona educazione mangiare tutto senza storcere il naso. Se non riuscite a mangiare la mollica del pane, toglietela ma non lasciatela nel piatto, piuttosto mettetela da parte accanto al piatto, non spezzettate troppo il pane ed evitare di riempire il tavolo di briciole. Ultimo punto da ricordare se volete essere davvero impeccabili: resistete alla tentazione e non fate scarpetta per nessun motivo al mondo, il galateo non perdona!
  5. Caffè. E’ comune mettere in bocca il cucchiaino del caffè dopo aver mescolato; in realtà, il cucchiaino va utilizzato solo per mescolare. Il caffè si mescola con delicatezza, meglio se dal basso verso l’alto. Il cucchiaino va poi poggiato sul lato del piattino.
  6. Per il brindisi con amici e parenti, nulla di meglio di uno spumante fresco. Molti in estate tendono a sostituire il vino con la birra o analcolici; non è un errore, ma in una cena formale il vino non deve mai mancare. Come scriveva nel 1825 nella “Fisiologia del gusto” Anthelme Brillat-Savarin, gastronomo francese : «un pasto senza vino è come un giorno senza sole». E con i vini Mongioia si va sul sicuro.

Attenzione, perché lo spumante è il banco di prova dei padroni di casa perfetti.

Nell’aprirlo, il famoso botto è concesso solo ed esclusivamente nella notte di San Silvestro; in tutte le altre occasioni il tappo non deve per alcun motivo scappare dalla mani del padrone di casa. Forse non lo sapete, ma il botto modifica anche la qualità; anche per questo motivo deve essere sempre evitato e sostituito da un leggero sibilo, che basterà per dare una simpatica dimostrazione di euforia.

Ora è arrivato il momento di versarlo.

L’ordine dipende dalla formalità della cena; in questo momento c’è il rischio di creare fastidiosi equivoci; ma per scongiurarli basta semplicemente partire dal vostro più prezioso invitato e quindi procedere in senso orario. Non tutti sono sommelier, è un fatto che volenti o nolenti bisogna riconoscere. Non improvvisate, dunque: meglio risultare naturali e spontanei che voler strafare con il rischio di risultare fin troppo impacciati davanti ai vostri ospiti. È importante, però, tenere a mente che la bottiglia non va mai presa per il collo, bensì bisogna prenderla all’altezza dell’etichetta, senza però nasconderla.

Lo spumante va versato lentamente e con grazia ed è meglio cercare di evitare di riempire il bicchiere di bollicine.

Una volta che tutti avranno il loro flute può essere che avvenga un piccolo scambio di complimenti e in alcuni casi è possibile dire qualche parola, ma non dilungatevi troppo; ricordate che avere la bottiglia in mano non autorizza a lasciarsi andare ad un monologo, quindi evitate di far perdere le bollicine allo spumante e la pazienza ai vostri ospiti.

Per ultimo il brindisi. Questo momento è molto spesso associato allo scambio di Cin Cin; il galateo, però, abolisce questa ed altre formule, come “Bollicine”. Limitarsi ad un sorriso e, se volete, ad una frase sincera è decisamente preferibile.