Mongioia: il Moscato è una cosa seria - identità Golose

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Newsletter 126 del 28 giugno 2019 

 Mongioia: il Moscato è una cosa seria

Un pensiero fisso: il Moscato. Ma solo uscendo dagli stereotipi si può comprendere la produzione dell’azienda Mongioia, una piccola realtà di altissima qualità che si trova a Santo Stefano Belbo, nell’Astigiano.

Maria e Riccardo Bianco

Come detto, cancelliamo subito i pregiudizi: Riccardo Bianco è uno che crede che il Moscato possa avere una vita (e che vita) anche dopo i primi mesi successivi alla sua produzione. Siamo purtroppo abituati a bere Moscato d’Astigià al Natale dello stesso anno della vendemmia e difficilmente arriviamo ad assaggiarlo dopo Pasqua. Insomma un vino “bevi e fuggi”, giusto per le feste comandate. Per Riccardo Bianco e sua moglie Maria sono concetti ben lontani dalla loro filosofia, tanto che in questo momento, andando a Mongioia, si potrebbe addirittura stappare una bottiglia di Moscato del 1999. Ebbene sì, anche il Moscato può affinare, uscendo dagli stereotipi: un vino diverso da quello che si conosce abitualmente, dove al posto dei semplici profumi aromatici spesso monocordi, si trova un bouquet ampio e complesso, con anche note terziarie.

Tra le varie tipologie di vino proposte da Mongioia, segnaliamo l’ultima nata, l’Astralis, annata 2017: si tratta di un vino realizzato con l’antico metodo di produzione del Moscato, quando il vino veniva filtrato con sacchi di tela ripetutamente dalla vendemmia a Pasqua. Per far rivivere questa tradizione Riccardo Bianco ha costruito un macchinario che è simile a quello storico con delle innovative soluzioni che migliorano ancora la qualità rispetto all’originario. 

 


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