Mongioia: essere Moscato

Guida SLOW WINE 2018

VITA –

difficilmente troveremo nell’ampia area del moscato, una realtà che abbia investito su questo vitigno

più di quanto ha fatto Mongioia. Riccardo Bianco e la moglie Maria Graziano sono i volti di un’azienda nata

per valorizzare appieno le potenzialità di un’uva bistrattata dalla grande industria, ora in fase di ripresa grazie

al lavoro di un folto gruppo di piccoli e bravi produttori. Se il moscato ha un futuro il merito è anche loro.

 

VIGNE –

La certificazione Biologica è del 2012, un fatto da rimarcare se teniamo presente come l’area sia

notoriamente “timida” verso la conversione a forme di viticultura più rispettose dell’ambiente. Le vigne si

trovano a Mango, su suoli che variano dal calcareo all’argilloso, e a Castiglione Tinella, dove troviamo anche

viti centenarie. Diradamenti importanti e rese molto basse sono le strade intraprese per cercare

la qualità estrema.

 

VINI –

Il Moscato d’Asti Belb 2016 (O 40.000bt, 16€) non insiste sulla dolcezza ma ricerca (trovandole) acidità,

slancio, freschezza ed eleganza olfattiva erbacea, quasi citrina. Discorso a parte per il Moscato d’Asti

Crivella 2016 (O 2.600 bt; 34€) da viti centenarie: il colore è più dorato e al palato si presenta ricco e

cremoso, pur conservando freschezza e finale snello. Il Leonhard 2016 (O Moscato; 4000 bt; 16€) viene

vinificato secco: ha profumi che oscillano tra il vegetale e il minerale. Novità per il M. Cl. Brut Nature

Meramentae 2013 (O Moscato; 1000 bt bt; 26 E) da quest’anno sono previste 3 sboccature 15,21 e 60 mesi.

Abbiamo assaggiato la prima: molto tipico e riconoscibile il profilo olfattivo, con evidenti note

di salvia, ha una bolla fine ma di grande presenza, buona acidità e scodata sapida finale.

 

CONCIMI letame

FITOFARMACI: rame e zolfo

DISERBO meccanico

LIEVIT indigeni

UVE 100% proprietà

CERTIFICAZIONE biologica